La Sincronia nel Karate - Karate Sport per Tutti

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Il Karate
 
Quando avremo sviluppato adeguatamente le capacità coordinative e condizionali del giovane atleta, ci appresteremo a lavorare le abilità motorie (scioltezza, elasticità, rapidità, equilibrio ecc…) avendo massima cura della corretta respirazione.
La base atletica riveste importanza fondamentale nella formazione di un atleta e questa sarà curata in modo particolare e per sempre.
Un atleta correttamente formato atleticamente è in grado di apprendere e consolidare la preparazione tecnica specifica.
A questo punto si può iniziare il lavoro di congiuntura tra l’aspetto atletico e quello tecnico del soggetto, andando a sviluppare in modo particolare quelle tecniche più adatte alla conformazione fisica e psicologica dell’atleta, approfondendone le varie alternative e specificità. Nel contempo si alleneranno tutte le altre tecniche consentite dal regolamento arbitrale che diventa strumento indispensabile per l’individuazione delle tecniche ed atteggiamenti sportivi consentiti e quindi delle strategie di gara più consone e convenienti all’atleta.
Durante tutte le fasi di formazione sarà indispensabile curare e guidare un corretto approccio motivazionale dell’atleta.
Fino a qui abbiamo spiegato ciò che comunemente avviene nella formazione degli atleti di qualsiasi sport.
Nel karate siamo chiamati a sviluppare in modo particolare le seguenti capacità spesso messe in secondo piano:
- contrazione e decontrazione muscolare
- sincronia perfetta tra respirazione e contrazione/decontrazione muscolare
- blocco della tecnica (kime)
- rapidità del movimento con ausilio della tecnica.

Contrazione/Decontrazione muscolare: per decontrazione muscolare si intende lo stato a riposo, seppur in stato vigile, della muscolatura corporea. E’ il momento nel quale si inspira per immettere ossigeno che darà energia e vigore all’attività successiva. Durante questa fase devono essere in uso, sebbene in forma blanda, solo i muscoli indispensabili per la postura ed il mantenimento dell’equilibrio. Questa fase deve essere utilizzata per raccogliere energia, valutare situazioni ed organizzare l’attività successiva.
La contrazione muscolare si sviluppa in tre distinte fasi: la partenza, l’accelerazione e lo stop. Per la partenza vi è una repentina contrazione muscolare tendente a dare inizio al movimento individuato, quindi l’accelerazione che è una successiva contrazione più lunga e più blanda utilizzata per dare velocità e per conformare esattamente il movimento ed infine lo stop dove si attua una contrazione massimale e totale di tutti i muscoli preposti all’azione.
La fase uno è eseguita a polmoni pieni (apnea di spinta), nella fase due inizia blandamente l’espirazione (si espelle circa il 30% di aria) e nell’ultima fase l’espirazione si conclude in maniera veemente rilasciando completamente i residui di aria ancora presenti nei polmoni (si espelle il rimanente 70% di aria) aiutati in ciò dalla contrazione totale della muscolatura occorrente per quel movimento (kime).
Conclusa la terza ed ultima fase, si torna alla decontrazione vigile.

Sincronia perfetta tra respirazione e contrazione/decontrazione muscolare: è fondamentale insegnare all’atleta a respirare correttamente durante le varie fasi di contrazione e decontrazione muscolare. Il mancato sincronismo perfetto, come sopra descritto, porta ad esecuzioni insufficienti, perdite di equilibrio, perdita di energia, iper o ipo ventilazione con conseguente annebbiamento della dovuta lucidità di gara, già abbastanza menomata dalla tensione agonistica.

Blocco della tecnica: è il momento cruciale dell’esecuzione tecnica. Nel preciso istante del blocco, l’espirazione diaframmatica si conclude in maniera repentina e la contrazione muscolare totale raggiunge il massimo grado possibile, il tutto in maniera simultanea e con perfetta sincronia.
In assenza di tale sincronicità ne risente notevolmente l’esito della prestazione.

Rapidità del movimento con ausilio della tecnica: la rapidità del movimento deve essere favorita con l’esecuzione corretta della tecnica, usufruendo dei più appropriati e diretti principi di biodinamica applicabili.
Lo studio di tali applicazioni è strumento indispensabile per il completamento della preparazione dell’atleta.
 
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